Banque Privée Edmond de Rothschild Lugano
28/03/2011 - Punti di vista

Un fitto banco di nebbia

Dall'inizio di quest'anno, si poteva sempre individuare qualche motivo per sperare in una congiuntura migliore: crescita asiatica, calo della disoccupazione negli Stati Uniti, stabilizzazione della crisi dell’euro, ecc. Poi, in un battibaleno tutto si è oscurato.

Trainato dalle performance delle materie prime agricole, il rincaro delle derrate alimentari ha duramente intaccato il potere d’acquisto dei più poveri. In tale contesto, propagata da Internet, l’esplosione di scontento nel bacino mediterraneo ha finito per coinvolgere il Bahrein, l'Arabia Saudita, lo Yemen e, in particolare, la dittatura libica. Informate da Internet, le popolazioni non capiscono come mai il loro Paese possieda favolose riserve valutarie, pur essendo vittima di una miseria galoppante. Benché la Libia rappresenti appena il 2% della produzione mondiale e il petrolio sia disponibile a profusione, la speculazione mondiale ha spinto il Brent a 115 dollari il barile, causando un rincaro dell’energia sufficiente per rallentare l’economia mondiale. Sulla ripresa gravano quindi nuove incertezze. Le derrate alimentari (caffè, cacao, soia, ecc.) sono pure in forte rialzo.

Uno speculatore, sopranominato “Chocolate Fingers”, si è perfino permesso di prendere in consegna l’80% della scadenza del cacao per mettere sotto pressione il mercato e i venditori short, come ai vecchi tempi. Non è cambiato nulla.

Negli Stati-Uniti, i segni incoraggianti di ripresa del credito al consumo, il leggero fremito dell’occupazione e un abbozzo di effetto-ricchezza indotto dalla ripresa della borsa permettevano di sperare in una congiuntura sostenuta per il 2011, anche se il settore dell’edilizia rimane agonizzante. Concluso l’accumulo di obbligazioni statali a lunga scadenza per impedire il rialzo dei tassi d’interesse, la Riserva federale deve ora aumentare progressivamente i tassi per incoraggiare il risparmio e smorzare la speculazione. Poiché l’economia dei tassi zero aveva generato disastri già ai tempi di Alan Greenspan, è giunto il momento per la Fed di stringere i bulloni al credito speculativo. I crediti tradizionali sono infatti usati pochissimo, poiché le aziende abbondano di liquidità. Il mercato obbligazionario presenta pericoli nel settore dei titoli del governo, come in quello degli Stati e delle municipalità in difficoltà. Le obbligazioni industriali di qualità sono le uniche in grado di rassicurare i risparmiatori.

Pimco, il grande fondo obbligazionario di Bill Gross, ha dichiarato di voler svendere il segmento delle obbligazioni statali americane. Quando arriverà il turno del rating AA, o A di numerosi Paesi? E’ ovvio che Moody's, Standard and Poor’s e Fitch applicano la politica dello specchietto retrovisore tirato a lucido. Con l’avvicinarsi delle elezioni, l'amministrazione Obama non è più orientata sulle riforme, bensì sul rilancio. Ma con quali mezzi?! Per quanto riguarda le banche, la riforma Volker sarà ridotta al minimo e il grande casinò potrà continuare. Punto culminante del periodo drammatico del 2008, il presidente della Lehmann Brothers è difeso da uno stuolo di avvocati così imponente che la SEC e il governo hanno poche speranze di farlo condannare per falso in bilancio. Per Richard Fuld potrebbe verosimilmente annunciarsi un tranquillo pensionamento.
In Europa, la riunione al vertice dei capi di Stato dovrebbe cercare di far progredire la solidarietà europea, ma la Germania, in balia ai propri demoni elettorali, non dirà nulla che potrebbe irritare gli elettori della Cancelliera. Da parte sua, sempre per motivi elettorali la Francia propende per la fuga in avanti. Contemporaneamente, il Portogallo fa di tutto per non affogare, la Spagna mobilizza 15 miliardi di euro per le proprie casse di risparmio e l'Irlanda non intende cambiare la propria fiscalità, che fa concorrenza sleale ai suoi soccorritori europei. La convergenza è lunga e dolorosa. Quindi, anche se gli eccessi più clamorosi finiranno per riassorbirsi, un sistema fiscale unificato non si concretizzerà in tempi brevi. L’euro si è ripreso nei confronti del dollaro, a seguito degli annunci di problemi derivanti dall’elevato livello del debito governativo US e di alcuni stati e municipalità; nondimeno, scommettiamo che esso tornerà intorno a 1.32 dollari ai primi sussulti nella zona euro. Nel contempo, i dirigenti della BNS cercano di placare la speculazione sul franco svizzero. Ma, eccezion fatta per il doppio mercato dei cambi tra operazioni reali e finanziarie, cosa può fare la BNS? Analogamente alla zona americana, la zona europea rimane nella fitta nebbia.

Il dramma inaudito, che ha appena colpito il Giappone, è troppo recente per trarne delle conclusioni. Certo è che, a ogni elezione, gli ecologisti non mancheranno di rimettere in causa la sicurezza delle centrali nucleari.

La ricostruzione delle zone disastrate sarà senz’altro più rapida di quanto si pensi, ma il debito nipponico potrebbe lievitare ulteriormente.

Dal canto loro, i paesi emergenti vedono la loro rapida crescita offuscata dall'instabilità sociale. Ne abbiamo avuto l’ennesima prova e i loro mercati borsistici hanno subito un tonfo piuttosto brutale. Avevamo raccomandato prudenza su tutti i mercati obbligazionari e sulle borse emergenti, poiché le valutazioni beneficiavano di un sovrappremio rispetto ai mercati continentali. La focalizzazione su questo settore, attuata dalle casse pensioni fra cui il fondo di riserva delle pensioni della previdenza sociale francese, non segnalava di certo un mercato in fase d’esplorazione. Il calo intervenuto non è ancora sufficientemente sensibile per essere il presagio di una considerevole opportunità.

Per concludere, i mercati obbligazionari e i mercati emergenti conoscono un movimento di reazione ribassista piuttosto prevedibile. Tuttavia, i principali mercati borsistici si sono ripiegati in buon ordine per un motivo evidente: il loro basso profilo positivo, da mesi appare molto fiacco e privo di eccessi. E’ perciò probabile che la tendenza di fondo rialzista, dovuta al QE2 non sia terminata. Per procedere ad acquisti, i valori da sorvegliare sono quelli di fondi di portafoglio che dispongono di attivi importanti e sostenuti da sostanziali dividendi. Soltanto questo tipo di affari è in grado di attraversare le crisi mentre, in considerazione del loro brillante percorso nel 2010, le piccole e medie capitalizzazioni andrebbero ridotte.
Poiché attraversiamo un fitto banco di nebbia, l'oro rimane l'indispensabile fanale antinebbia.

Un fitto banco di nebbia
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