Il mio parere sull’analisi tecnica rimane chiaro: è un ottimo indicatore della psicologia del mercato. Tuttavia devono essere in atto delle forze esterne – un contesto macro, microeconomico o geopolitico particolare – per scatenare dei movimenti importanti. Ora, gli osservatori che parlano di “double dip” congiunturale dovrebbero provare ad immaginare che cosa significa realmente. Nell’ultimo trimestre 2008, l’economia mondiale ha subito una battuta d’arresto e, a meno di circostanze eccezionali, non si dovrebbe assistere a una replica di questo fenomeno. Con questa scusa i mercati sono scesi, ma il motivo profondo di questo declino è tutt’altro.
Infatti va ricercato dal lato della crisi del debito statale. Si è quindi costatato un massiccio “deleveraging” – ossia una riduzione dell’indebitamento – delle posizioni. L'assurdità di questo fenomeno è che gli investitori, cercando rifugio oltre Atlantico, hanno spinto l’Europa al rigore, ma hanno anche permesso al Paese dello zio Sam di continuare a rifinanziarsi con facilità ricorrendo ampiamente alla carta di credito con lo stemma del Tesoro. Ciò che preoccupa è che una volta che il rigore avrà avuto presa in Europa, questi stessi investitori riattraverseranno l’Atlantico. E questo non mancherà di invertire la marcia della parità euro/dollaro.
Nel frattempo però gli esportatori tedeschi si sfregano le mani: infatti, nell’estate 2010, le vacanze saranno sostituite con gli straordinari. Nel prossimo futuro, i risultati aziendali daranno un’immagine più serena dell’economia, che rassicurerà i mercati. La crescita è quindi dietro l’angolo, ampiamente favorita da questo contesto del tutto anomalo di tassi d'interesse molto bassi. Il mercato azionario è quindi attraente.
Tuttavia, i mercati essendo illogici, la scommessa rimane più rischiosa del solito. Conviene quindi procedere per gradi. Se, più tardi nel corso dell’estate o durante l’autunno, la crisi del debito europeo torna a farla da padrone, si potrà procedere ad una ripassata.
Riorientarsi sull’euro è tuttora molto prematuro, ma l’idea va sviluppata nel 2011 poiché l’apprezzamento del dollaro non si basa su nessuna virtù fondamentale.
La pazienza è la parola d’ordine poiché la performance 2010 si svolgerà su un brevissimo periodo. Attenzione a non cedere troppo terreno. L’estate sarà senz’altro propizia per un po’ di “trading”.
Frédéric Binggeli – « Le Temps » - 19 aprile 2010